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I terreni agricoli pagano l’IMU sul reddito dominicale rivalutato, ma le esenzioni sono ampie: coltivatori diretti e IAP, comuni montani, isole minori. Ecco come calcolare l’imposta e capire se il tuo terreno è esente.
Esempio: RD 90 € → 90 × 1,25 × 135 = 15.187,50 €; con aliquota 0,76% l’imposta è 115,43 € l’anno. Il calcolatore ha la modalità terreni già pronta.
Stesse scadenze degli altri immobili: acconto 16 giugno, saldo 16 dicembre, minimo 12 € per comune. In F24 il codice tributo è 3914 (tabella completa). I terreni non producono mai quota statale: il gettito è tutto del comune.
Reddito dominicale (dalla visura) × 1,25 × 135 = base imponibile; base × aliquota comunale (0,76% di base, fino a 1,06%) = imposta annua, da ripartire per quota e mesi.
Quelli posseduti e condotti da coltivatori diretti e IAP iscritti alla previdenza agricola, i terreni nei comuni montani dell’elenco della circolare 9/1993, quelli nelle isole minori e i terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva.
Sì: la Corte di Cassazione e la legge di bilancio 2020 confermano che il coltivatore diretto o IAP in pensione che continua a coltivare e resta iscritto alla previdenza agricola conserva l’esenzione.
Nei comuni non montani sì: anche i terreni incolti e gli orti rientrano nella nozione di terreno agricolo ai fini IMU. Nei comuni dell’elenco ISTAT/circolare 9/1993 sono esenti come tutti i terreni.
No: se è posseduto e condotto da un coltivatore diretto o IAP iscritto alla previdenza, il terreno edificabile è considerato agricolo (finzione giuridica) e quindi esente. Per gli altri proprietari paga come area fabbricabile sul valore venale.