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La dichiarazione IMU: quando serve davvero

Nella maggior parte dei casi la dichiarazione IMU non va presentata: il comune riceve i dati da catasto e registro. Ma per aree fabbricabili, riduzioni ed esenzioni particolari l’obbligo resta — con sanzioni pesanti per chi lo salta.

30/6dell’anno successivo
eccezionenon la regola
100%sanzione se omessa

Quando serve (e quando no)

La dichiarazione IMU è l’eccezione, non la regola: va presentata solo quando gli elementi rilevanti per l’imposta non sono conoscibili dal comune tramite banche dati catastali o del registro (comma 769, legge 160/2019).

  1. Da dichiarare: aree fabbricabili (acquisto o variazione di valore), fabbricati inagibili, immobili in leasing, riduzione pensionati esteri, immobili occupati abusivamente (esenzione c. 81 L. 197/2022), assimilazioni deliberate dal comune (es. anziani in RSA), immobili d’interesse storico.
  2. Non da dichiarare: compravendite e successioni (arrivano dal notaio/catasto), variazioni di rendita, abitazione principale ordinaria, comodato registrato.

Scadenza, modello e sanzioni

Scadenza: 30 giugno dell’anno successivo all’inizio del possesso o alla variazione. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, finché non cambia nulla.

Modello: quello ministeriale approvato con D.M. 24 aprile 2024, presentabile in cartaceo, via PEC o telematicamente. Gli enti non commerciali (esenzione c. 759 lett. g) presentano il modello IMU ENC ogni anno, solo in via telematica.

Omessa dichiarazione: sanzione pari al tributo non versato (100%, minimo 50 €) per le violazioni dal 1° settembre 2024, riducibile con il ravvedimento operoso. La dichiarazione presentata entro 30 giorni dal termine sconta la sanzione ridotta.

Domande frequenti

Quando è obbligatoria la dichiarazione IMU?

Solo quando il comune non può conoscere le informazioni da banche dati: riduzioni (inagibilità, canone concordato senza registrazione visibile, pensionati esteri), aree fabbricabili, leasing, assimilazioni deliberate, esenzioni per occupazione abusiva. Compravendite e successioni ordinarie non si dichiarano.

Qual è la scadenza della dichiarazione IMU?

Il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso o sono intervenute variazioni rilevanti. La dichiarazione vale anche per gli anni seguenti se nulla cambia.

Come si presenta la dichiarazione?

Con il modello ministeriale (D.M. 24/04/2024): consegna cartacea al comune, raccomandata, PEC o invio telematico. Gli enti non commerciali usano il modello IMU ENC, esclusivamente telematico e da ripresentare ogni anno.

Cosa rischio se non presento la dichiarazione?

Sanzione dal 100% al 200% del tributo dovuto, con minimo di 50 € (dimezzata per le violazioni dal 1° settembre 2024: 100% secco ridotto in caso di ravvedimento). Se il tributo è versato, resta la sanzione fissa per dichiarazione omessa senza imposta.

Il comodato va ancora dichiarato?

No: dal 2020 l’obbligo dichiarativo per la riduzione comodato è stato soppresso (basta il contratto registrato). Restano invece da dichiarare, ad esempio, l’inagibilità (se non già nota al comune) e le aree fabbricabili.