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IMU e comodato d’uso gratuito: metà imposta a genitori e figli

Se presti casa a un figlio o a un genitore con contratto di comodato registrato, la base imponibile IMU si riduce del 50%. Ma i requisiti sono stringenti: primo grado di parentela, stesso comune, al massimo un’altra abitazione. Ecco tutte le condizioni.

−50%della base imponibile
1° gradosolo genitori e figli
registratocontratto obbligatorio

Come funziona la riduzione

Per le abitazioni concesse in comodato gratuito a genitori o figli la base imponibile IMU è ridotta del 50% (comma 747, lett. c, legge 160/2019). Attenzione: si dimezza la base, non l’aliquota — il risultato pratico è comunque metà imposta.

Nel calcolatore IMU basta spuntare «comodato a parenti»: la riduzione viene applicata in automatico, anche insieme alle altre.

I 5 requisiti (tutti obbligatori)

  1. Contratto registrato all’Agenzia delle Entrate (anche il comodato verbale va registrato).
  2. Parenti in linea retta di primo grado: solo genitori ↔ figli.
  3. Il comodatario la usa come abitazione principale (residenza e dimora).
  4. Il comodante risiede nello stesso comune dell’immobile concesso.
  5. Il comodante non possiede altre abitazioni in Italia, eccetto al massimo la propria abitazione principale nello stesso comune. Nessuno dei due immobili può essere A/1, A/8 o A/9.

La riduzione si estende, in caso di morte del comodatario, al coniuge superstite con figli minori.

Esempio di calcolo

Appartamento A/2, rendita 700 €, dato in comodato registrato al figlio, aliquota comunale 0,96%:

  1. Base piena: 700 × 1,05 × 160 = 117.600 €
  2. Riduzione 50%: base = 58.800 €
  3. Imposta: 58.800 × 0,96% = 564,48 € l’anno (invece di 1.128,96 €)

Dal 2020 non serve più presentare la dichiarazione IMU per il comodato (l’obbligo è stato eliminato), ma il contratto registrato resta indispensabile. Alcuni comuni prevedono in aggiunta un’aliquota ridotta per i comodati: controlla la pagina del tuo comune.

Domande frequenti

Quanto si risparmia con il comodato ai figli?

La base imponibile si riduce del 50%, quindi l’imposta si dimezza a parità di aliquota. Esempio: rendita 600 €, aliquota 1,06% → da 1.068,48 € si scende a 534,24 € l’anno.

Serve registrare il contratto di comodato?

Sì, la riduzione spetta solo con contratto di comodato registrato presso l’Agenzia delle Entrate (imposta di registro 200 € per il comodato scritto). Il comodato verbale si registra solo se enunciato in altro atto: senza registrazione niente sconto.

Il comodato tra nonni e nipoti dà diritto alla riduzione?

No: la riduzione vale solo tra parenti in linea retta di primo grado, cioè genitori e figli. Nonni-nipoti (secondo grado), fratelli e suoceri sono esclusi.

Posso avere il comodato agevolato se possiedo altre case?

Puoi possedere al massimo un’altra abitazione, che deve essere la tua abitazione principale nello stesso comune dell’immobile dato in comodato. Chi possiede una terza abitazione (in Italia, di categoria abitativa) perde la riduzione.

La riduzione comodato si cumula con il canone concordato?

No: il comodato è gratuito per definizione, quindi è alternativo alla locazione. Si cumula invece, moltiplicandosi, con le riduzioni del 50% per immobili storici o inagibili, e resta applicabile l’eventuale aliquota agevolata comunale.